
Il chinotto, nome scientifico Citrus Myrtifolia, è un agrume che molti conoscono più come bevanda che come frutto. Le sue origini sono avvolte nel mistero, ma si narra che intorno al ‘600 un navigatore livornese scoprì questa pianta in Cina e la portò in Italia. La sua coltivazione attecchì soprattutto in Liguria, in particolare nella zona di Savona. Ma che cos’è il chinotto e cosa lo rende una bevanda così speciale? In questo articolo, esploreremo la storia, le curiosità e i benefici di questo agrume raro e prezioso.
Da quale frutto si ottiene il chinotto?
Sebbene molti lo conoscano solo come bibita scura, il chinotto si ottiene da un agrume reale: il Citrus myrtifolia. Si tratta di una pianta che raggiunge al massimo un metro e mezzo di altezza, caratterizzata da foglie simili a quelle del mirto (da cui il nome) e che produce piccoli frutti di colore arancio intenso. La sua coltivazione ha trovato il microclima ideale soprattutto in Liguria, dando vita a una solida tradizione agricola nella zona di Savona, dove il “Chinotto di Savona” è oggi un prodotto di altissima qualità tutelato anche come Presidio Slow Food.
Perché il chinotto ha un sapore amaro?
Chi morde un frutto di chinotto fresco ha una sorpresa: il sapore è tutt’altro che dolce. È estremamente amaro e aspro. Questa caratteristica è dovuta all’alta concentrazione di oli essenziali presenti nella buccia e al succo particolarmente acido del frutto crudo. È proprio l’estratto di questi oli essenziali, sapientemente bilanciato con acqua, zucchero e aromi naturali, a conferire alla bevanda quel suo inconfondibile gusto dolce-amaro che la rende unica e inimitabile.
Dal frutto alla bevanda: una storia tutta italiana
Inizialmente, vista la sua naturale amarezza, i frutti venivano utilizzati nel settore dolciario per produrre canditi o sciroppi. Il gusto agrodolce conquistò il palato degli italiani, ma la vera svolta arrivò negli anni ’30, quando l’estratto dell’agrume venne miscelato per creare una bevanda gassata analoga all’aranciata, ma dal colore scuro. Negli anni ’50, il chinotto divenne la bibita più popolare in Italia, il simbolo dell’aperitivo analcolico per eccellenza.
Il chinotto contiene caffeina? La differenza con la cola
Una delle domande più frequenti online è: il chinotto contiene caffeina? La risposta è no. A causa del suo colore scuro, simile al caramello, molti consumatori tendono a confonderlo con la cola o pensano che abbia proprietà eccitanti, ma si tratta di due bevande completamente diverse.
Che differenza c’è tra chinotto e cola?
Mentre la cola è tradizionalmente a base di estratti di noce di cola, spezie, vaniglia e contiene naturalmente caffeina, il chinotto è a tutti gli effetti una bibita a base di agrumi. La sua base è l’estratto del frutto Citrus myrtifolia, che gli dona un retrogusto erbaceo, agrumato e piacevolmente amarognolo, perfetto per dissetare o per accompagnare i pasti senza l’effetto stimolante della caffeina.
Le marche di chinotto più famose in Italia
Oggi diverse aziende italiane producono chinotto, ognuna con la propria ricetta e le proprie sfumature di sapore. Tra i marchi più celebri troviamo:
- Sanpellegrino (Chinò): Uno dei più diffusi e commerciali, noto per il suo gusto deciso e inconfondibile.
- Neri (Chin8 Neri): Un marchio storico lanciato nel 1949, celebre per il suo sapore bilanciato e la sua lunga tradizione.
- Acque Minerali Lurisia: Produce “Il vero chinotto” utilizzando esclusivamente i frutti del Presidio Slow Food della Riviera Ligure di Ponente, per un gusto più artigianale.
- Spumador: Un’altra azienda storica che utilizza chinotti liguri per realizzare una bevanda dal sapore autentico e classico.
Curiosità e benefici del chinotto
Il chinotto non è solo una bevanda, ma ha anche una storia ricca di curiosità e offre diversi benefici per l’organismo.
- Un agrume raro e prezioso: La sua coltivazione richiede cure particolari e la produzione è limitata, il che lo rende un frutto pregiato e un’eccellenza agricola della Liguria.
- Parente dell’arancia amara: Il chinotto appartiene alla stessa famiglia dell’arancia amara. Nonostante le differenze di sapore e dimensione, i due agrumi sono strettamente imparentati.
- Un’espressione colorita: In alcune zone d’Italia, l’espressione “fare un chinotto” assume un significato informale e irriverente per riferirsi al sesso orale.
- Benefici per la salute: Il frutto fresco del chinotto è ricco di vitamina C e antiossidanti. Gli estratti utilizzati mantengono proprietà digestive e dissetanti, rendendo la bevanda un’ottima alternativa (specie nelle versioni artigianali) alle classiche bibite zuccherate internazionali.
- Non solo bevanda: In Liguria, il chinotto viene utilizzato anche per preparare deliziose marmellate, mostarde, profumi e liquori aromatici (come l’amaro al chinotto), dimostrando un’incredibile versatilità.
In conclusione, la risposta a “che cos’è il chinotto” non si limita alla storia di una bevanda, ma racconta l’evoluzione di un frutto che, attraverso l’ingegno e la tradizione italiana, è diventato un’icona di gusto. Dal suo sapore agrodolce alla sua assenza di caffeina, bere un chinotto significa assaporare un autentico pezzo di cultura italiana.
Foto: Wikipedia


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